G. MAZZOCATO, Malattia della mente o infermità del volere? Psicologia, teologia morale e formazione, Milano, Glossa 2004 (Quodlibet, 14), pp. 372.
Il volume pone in prospettiva critica il problema del confronto con le nuove scienze psicologiche cercando di chiarire le ambiguità a cui è ancora oggi esposto il rapporto tra psicologo e formatore. La tesi sostenuta è quella secondo cui l'apporto delle scienze psicologiche, pur importante sotto il profilo fenomenologico, approfondisce i limiti dell'ontologia tradizionale, nella misura in cui i vissuti psichici sono indagati a prescindere dalla dimensione "pratica"-morale del soggetto.
L. RENNA, Eros, persona e salvezza. Un'indagine nella filosofia e nella teologia, Roma-Monopoli, Vivere In 2005 (Quaderni della Rivista di scienze religiose, 9), pp. 296.
L'opera, prefata dal prof. Mauro Cozzoli e frutto di una tesi dottorale in teologia, si propone di sviluppare attraverso un ampio percorso nel pensiero cristiano una teoria etica dell'amore sessuale lungo la direttrice della reciprocità con il tema della redenzione. Muovendosi dalla semantica dell'eros nell'antichità classica e nel pensiero biblico, l'Autore svolge alcune riflessioni sull'età della Patristica e sulla teologia di Tommaso d'Aquino. L'analisi della duplice tradizione contemporanea: occidentale (A. Nygren, H.U. von Balthasar, E. Fuchs, X. Lacroix) e orientale (C. Yannaras, J. Zizioulas, O. Clement), costituisce il centro del saggio la cui lettura può costituire un'utile aggiornamento su un aspetto della morale cristiana ancora bisognevole di più profondi e coraggiosi ripensamenti, soprattutto nella linea più genuinamente teologica percorsa da Renna in dialogo con gli Autori recensiti.
PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE, Dizionario di Dottrina sociale della Chiesa, a cura di G. Crepaldi, E. Colom, Roma, LAS 2005, pp. 840.
L'opera si presenta come un sussidio per studiare le principali nozioni che riguardano la dottrina sociale della Chiesa, con un particolare riferimento al recente documento Compendio della dottrina sociale della Chiesa del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Sono state scelte più di centosessanta voci che consentono di spaziare in tutta l'area dell'insegnamento sociale cattolico. L'indice analitico, inoltre, rimanda alle altre nozioni che non hanno trattamento proprio alle voci nelle quali vengono richiamate.
L'innocenza tradita. Pedofilia: il punto sulla questione, a cura di S. LEONE, Roma, Città Nuova, 2006 (Itinerari etici, 2), pp. 136.
Si tratta del secondo volume della collana di monografie proposte da Città Nuova in collaborazione con l'ATISM. Il volume, che si avvale di contributi di esperti interdisciplinari, si propone quale utile percorso introduttivo alla comprensione del complesso fenomeno della pedofilia. Come richiamato dal Curatore, il libro cerca di tenersi equidistante dai due possibili rischi propri di una trattazione sul tema: quello di un'operazione puramente descrittiva dei fatti, a fronte di una sua condivisa condanna sociale ed etica, e quello di una pura esecrazione, senza produrre utili scavi interpretativi. Salvino Leone cerca di fissare lo status quaestionis della tradizione etica in merito. Sulla psicogenesi della pedofilia è incentrato il lucido contributo di Clotilde Buraggi Masina, psicoterapeuta. Gianni Russo, socio ATISM, propone alcune riflessioni sull'educatore pedofilo. Fortunato Di Noto tratta con ampiezza e precisione documentaria del fenomeno della pedofilia in rete, mentre Valeria Confalonieri accosta il problema del turismo a sfondo sessuale. Completa il volume il testo di Cinzia Grassi sull'evoluzione normativa in materia di pedofilia.
G. DIANIN, Matrimonio sessualità fecondità. Corso di morale familiare, Padova, Edizioni Messaggero Padova, 2006 (La croce di Aquileia. Percorsi teologici, 10), pp. 576.
Il titolo del volume di Giampaolo Dianin, professore di teologia presso la Facoltà Teologica del Triveneto, Sezione di Padova, è chiarificatore del suo contenuto. Si tratta di un'ampia riflessione che disegna i capitoli di una trattazione completa sull'etica sessuale e familiare. Il volume, tuttavia, supera il puro interesse a una finalizzazione all'insegnamento istituzionale, da cui è nato, e si propone come utile ed aggiornato contributo di sintesi per la formazione teologica e pastorale. Il capitolo introduttivo svolge la funzione di delineare i presupposti della ricerca, invitando a considerare anche il trattato di etica sessuale e familiare in connessione alle prospettive di rinnovamento per la teologia cattolica emerse a partire dal Vaticano II. In particolare è richiamata a riguardo l'implicazione reciproca tra cristologia, antropologia e morale, come pertinente chiave ermeneutica. È la figura del matrimonio cristiano nella sua realtà essenziale e nell'ethos conseguente a tratteggiare il successivo itinerario scandito in tre parti. Nella prima si richiamano i temi biblici e teologico sacramentali alla luce dei quali si affrontano i problemi etici della fedeltà coniugale e dei "legami spezzati". In riferimento alla compiutezza dell'amore matrimoniale, la seconda parte è dedicata alla sessualità umana, in cui si recupera, accanto al dato biblico e alla tradizione ecclesiastica, una antropologia ed un'etica fondamentale della sessualità e dell'amore. Chiude la sezione una rassegna dei consolidati nodi normativi sottesi alla morale sessuale cattolica: l'autoerotismo, i rapporti sessuali nel tempo del fidanzamento, la "condizione" omosessuale. La terza parte dell'opera riprende e sviluppa l'altro caposaldo dell'etica coniugale, concentrandosi sulla dimensione della fecondità dell'amore e il conseguente problema della procreazione responsabile e della sua regolazione.
E. COMBI, E. MONTI, Fede e società. Introduzione all'etica sociale, Milano, Centro Ambrosiano, 2005, pp. 362.
A undici anni di distanza dall'analogo e apprezzato volume Fede cristiana e agire sociale, anche la presente opera si propone come valido strumento per la presentazione dei principali temi dell'etica sociale cristiana. Pur restando sostanzialmente intatto l'impianto del testo, destinato alle scuole di teologia, alla formazione personale e alla catechesi sociale, gli Autori hanno operato una profonda revisione in cui, all'aggiornamento delle tematiche, si è accompagnato l'impegno a rileggerle in orizzonte credente e in prospettiva etico-sociale, sotto la guida degli ultimi sviluppi della dottrina sociale della chiesa e, in particolare, dell'autorevole suo Compendio (2004). Lo sforzo didattico è facilmente rintracciabile nella cura linguistica, nell'impegno a sintetizzare i nodi concettuali proposti nei singoli capitoli e nel rintracciare piste di ampliamento della riflessione, unitamente ad una sintetica bibliografia specifica. La scansione delle parti viene a coprire in modo integrale la materia trattata. Nella prima sezione si opera una precisa fondazione biblica del pensiero sociale cristiano. All'evoluzione e alle idee chiave della dottrina sociale della chiesa è dedicata la seconda parte, che apre alle due successive, consacrate all'etica politica e all'etica economica. Chiude il volume un capitolo dedicato alla formazione sociale del cristiano.
La fiducia che guarisce. L'uso del placebo tra scienza ed etica, a cura di M. LOMBARDI RICCI, S. LEONE, Acireale, Istituto Siciliano di Bioetica, 2006 (Conchiglie, 12), pp. 128.
Il piccolo volume, curato dai soci Atism Mariella Lombardi Ricci e Salvino Leone, affronta un capitolo problematico nell'ambito dell'etica della sperimentazione clinica, rielaborando i testi presentati ad un convegno promosso dal Comitato Etico dell'ASL 2 Savonese. L'utilizzazione del placebo, come abituale confronto in ambito sperimentale con il principio farmacologicamente attivo, ha portato alla documentazione scientifica di un "effetto placebo" in considerazione delle risposte biologiche e sintomatiche dell'organismo a un composto farmacologicamente inerte. Tale effetto è da connettere alla complessità dell'atto medico-curativo, non riducibile esclusivamente al successo farmacodinamico, ma al prendersi cura della persona attraverso la relazione terapeutica che si traduce nel significato di risposta alle attese del malato. Il placebo e il suo effetto diventa così occasione per ripensare tale complessità dell'atto terapeutico in merito alla possibilità curativa reale o sintomatica. Il volume si compone di dieci contributi di differenti autori, dedicati ai vari aspetti del problema: biochimico, psicologico, sperimentale, deontologico, medico-legale, etico. Si segnalano, in particolare i due capitoli finali predisposti dai curatori: S. Leone L'etica del placebo e M. Lombardi Ricci Il placebo: un indizio per un'ermeneutica clinica.
S. LEONE, Etica della vita affettiva, Bologna, EDB, 2006 (Trattati di etica cristiana), 368 pp.
Il ripensamento dell'etica sessuale cristiana sta registrando un certo interesse all'interno della teologia morale italiana. Accanto alla pubblicazione di strumenti didattici in traduzione (come recentemente per l'opera di José Noriega, Il destino dell'eros, per i tipi di EDB) si assiste ad un nuova produzione da parte di teologi italiani, alcuni dei quali già presentati negli scorsi numeri di questa rubrica, come quelli dei soci G. Dianin, L. Renna. Il nuovo volume di Salvino Leone si inserisce in questo filone impegnato a rielaborare i contenuti specifici della morale sessuale e familiare secondo un piano di lavoro corrispondente alla sviluppo di un trattato istituzionale in materia, scandito in tre parti: etica sessuale generale, etica sessuale applicata, morale matrimoniale. All'interno di esse uno spazio significativo è dato all'escussione biblico-storica dei dati e delle interpretazioni, ma anche ad elaborare, alla luce di una criteriologia etica di discernimento opportunamente proposta, ampie riflessioni sulle principali questioni particolari connesse con la trattazione (autoerotismo, sessualità pre-matrimoniale, omosessualità, prostituzione, violenza sessuale, pornografia, pedofilia, procreazione responsabile), argomenti per i quali è anche offerta ampia bibliografia.
Il testo, finalizzato ad una seria divulgazione scientifica della disciplina, procede, come precisa l'Autore, dall'analisi dei dati contestuali e tradizionali "alla problematizzazione e analisi etica mediata dal procedere argomentativo proprio del sapere filosofico, non disgiunto dagli apporti delle scienze umane", senza peraltro disattendere le ricadute di ordine pastorale conseguenti alla rigorizzazione teologica della riflessione.
K. GOLSER, Verantwortlich für das Haus des Lebens. Zum zehnjärigen Erscheinen der Enzyklika "Evangelium vitae", Brixen, A. Weber, 2005 (Syn, 8), 216 pp.
Il volume inserito nella collana di studio proposta dall'Istituto bressanonese per la Giustizia, la Pace e l'integrità del Creato, prende spunto dal decennio dell'enciciclica Evangelium vitae di Giovanni Paolo II, per disegnare alcuni percorsi di responsabilità per la "casa della vita". Il tema, già oggetto del congresso ATISM 2004, di cui Golser fu relatore, è sviluppato in quattro capitoli che esplorano differenti declinazioni dell'etica della vita: la ripresa teologica della creazione, la famiglia quale ambito di custodia e servizio alla "santità" della vita, le problematiche etiche delle fasi iniziali della vita umana, la medicina dei trapianti e la questione dell'eutanasia. Gli studi offerti dall'attuale Presidente dell'ATISM si inseriscono nella sua ampia produzione testuale, prevalentemente di lingua tedesca, e possono costituire un opportuno stimolo alla cultura teologica di lingua italiana per proficui approfondimenti e arricchimenti con la produzione scientifica di ambito europeo.
K. GOLSER, Umkehr zur Liebe. Homilien und Gewissenserforschungen zu Bu?gottesdiensten, Brixen, A. Weger, 2006, 112 pp.
Il piccolo volume, gradevole sotto il profilo editoriale, è concepito come omaggio di amicizia in occasione del ventennale di episcopato di W. Egger nella diocesi di Bolzano-Bressanone. Sono proposte omelie, a partire da testi biblici significativi, ed "esami di coscienza" offerti dall'Autore in differenti circostanze. Tale genere letterario consente di introdurre stimolanti riflessioni sulla vita cristiana e sulle sue molteplici esigenze etiche in un contesto significativo per la formazione della coscienza, quale la celebrazione della penitenza.
La fede e la sua comunicazione. Il Vangelo, la Chiesa e la cultura, a cura di P. CIARDELLA, S. MAGGIANI, Bologna, EDB, 2006 (Teologia viva, 54), 168 pp.
Il volume raccoglie i risultati avviati dal Coordinamento Associazioni Cattoliche Italiane (CATI), cui aderisce anche l'ATISM, all'indomani del primo congresso unitario del settembre 1999. L'avvio all'interno del CATI di una ricerca sulla "comunicazione della fede" ha impegnato questo organismo nel primo quinquennio di attività. La scelta tematica, come sinterizzato dai curatori, ha permesso "il confronto prolungato e l'interazione tra i metodi e le specifiche competenze di ogni disciplina" permettendo di dare forma ad una lavoro realmente interdisciplinare. Inoltre ha consentito "di dare un effettivo contributo di riflessione teologico-pastorale al cammino della Chiesa italiana, orientato verso il convegno ecclesiale di Verona". Frutto di più incontri seminariali, il testo raccoglie contributi coordinati di nove teologi appartenenti ciascuno alle Associazioni afferenti al CATI: G. Calabrese, G. Bonaccorso, R. Vignolo, F.G. Brambilla, M. Perroni, G. Colzani, A. Montan, T. Vanzetto. Per l'ATISM ha collaborato alla pubblicazione Paolo Carlotti con il saggio La comunicazione della fede e il suo soggetto. La prospettiva morale (pp. 73-91). Uno sguardo complessivo alla declinazione del tema consente di rilevare, accanto all'importanza dell'oggetto, una certa vivacità della teologia italiana e di formulare l'auspicio per il buon esito dei futuri progetti del CATI. Il volume è dedicato alla memoria di Ignazio Calabuig e di Salvatore Privitera, primi compagni di strada e iniziatori dell'organismo di coordinamento tra associazioni teologiche italiane.
Etica e globalizzazione, a cura di G. Compagnoni, A. Lo Presti, Roma, Città Nuova, 2006 (Itinerari etici, 4).
La parola "globalizzazione" è ormai entrata nel gergo comune. Se ne parla spesso in riferimento alla produzione dei beni, al mercato, ad internet e, più in generale, alle comunicazioni. Il presente volume, quarto della Collana Itinerari etici, promossa da Città Nuova in collaborazione con l'ATISM, si propone di analizzare, con opportuni contributi redatti da specialisti di differenti discipline, tale fenomeno, offrendo una valida introduzione alla complessità degli aspetti della globalizzazione che interpellano numerose realtà come l'economia, l'informatica, la finanza, l'antropologia culturale, il futuro delle organizzazioni internazionali, la solidarietà, la giustizia internazionale. Ciascun contributo è attento a cogliere aspetti positivi e negativi della globalizzazione al fine di fornire al lettore uno strumento di conoscenza e approfondimento, scritto con un linguaggio che, pur nel rigore scientifico, risulta di facile accessibilità.
Globalizzazione: riflessione a più voci, in "Archivio teologico torinese", 12 (2006), pp. 295-413.
La rivista, espressione della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, Sezione di Torino, dedica un ampio dossier dedicato in particolare alle implicazioni della globalizzazione sul sistema delle comunicazioni e sulla politica internazionale. I contributi raccolgono le relazioni proposte nelle due Giornate di studio del 2005 e 2006, promosse dal Biennio di specializzazione in Teologia morale, espressione dell'ateneo teologico torinese. La questione è introdotta da Pier Davide Guenzi che delinea la prospettiva di lavoro e le linee portanti di una rilettura della globalizzazione attenta alle ricadute in ambiente mass-mediale e nelle relazioni internazionali. I successivi contributi puntualizzano singole problematiche: C. Giuliodori riflette sugli aspetti antropologici e teologici delle comunicazioni in ambiente globalizzato; L. Bonanate sviluppa una proposta sul governo politico mondiale per i processi di globalizzazione. Il socio ATISM, A. Bondolfi riflette sulle tradizioni teologiche cristiane di fronte ai processi contemporanei di globalizzazione economica e politica. Completano il fascicolo tre contributi che, da differenti aree del mondo, riprendono "in vivo" le questioni sollevate dai processi di mondializzazione economico-politca: L. Thumma, N. Di Mauro, J. Devila, con riferimento rispettivamente all'India, all'Africa e all'America centrale.
Il fascicolo si lascia apprezzare anche per un'ampia rassegna bibliografica sulla morale sociale organizzata tematicamente, che accoglie sia contributi di riviste, come opere collettanee e monografie, a cura dei responsabili della biblioteca della Facoltà teologica torinese e che sarà puntualmente aggiornata con cadenza annuale.
G. QUARANTA, La cultura pieno sviluppo dell'umano. Il concetto e la funzione della cultura nel pensiero di Bernhard Häring, Roma, Editiones Academiae Alfonsianae, 2006 (Tesi Accademia Alfonsiana, 1), 400 pp.
L'ampio volume di studio propone la tesi dottorale del socio Giuseppe Quaranta, francescano conventuale e docente di teologia morale presso la Facoltà Teologica del Triveneto. Si trova condensato nella formula che dà il titolo all'opera il leitmotiv di questo libro. Compiere l'umano, infatti, è il significato attribuito al dato culturale dal grande teologo redentorista B. Häring (1912-1998), il cui pensiero è lo specifico oggetto di indagine del presente studio. Teologo dotato di una straordinaria sensibilità culturale, Häring, nel vivo di un dibattito che coinvolge intellettuali di eccezionale levatura (J. Maritain, C. Dawson, R. Guardini, H.R. Niebuhr, J. Messner, P. Tillich), riesce a valorizzare il potenziale ermeneutico del nuovo concetto di cultura elaborato dall'antropologia culturale nella prima metà del XX secolo (F. Boas, B. Malinowski, A.L. Kroeber, R. Benedict, C. Kluckhohn), aprendo la strada a quella vera e propria "scoperta della cultura" sancita in ambito teologico ed ecclesiale dal Vaticano II. Frutto di questo sforzo di pensiero, la sintesi teologico-morale häringhiana si dimostra in grado di recepire pienamente lo spirito del concilio, promotore di una teologia connotata, come scrive C. Geffré, da "una correlazione critica e mutua tra l'interpretazione della tradizione cristiana e l'interpretazione della nostra esperienza umana contemporanea".
Cataldo ZUCCARO, Morale e missione. Animare la fede e convertire la vita, Roma, Urbaniana University Press, 2006 (Studia, 53), 248 pp.
L'annuncio del Vangelo fino agli estremi confini della terra incontra le persone all'interno di comunità caratterizzate da una propria cultura, religione ed etica. La missione evangelizzatrice dovrà pertanto fare i conti con quanto già contraddistingue le diverse popolazioni a livello di fede e anche a livello di costumi, nella consapevolezza della stretta connessione tra l'adesione a Cristo e la vita nuova che questa comporta. Obiettivo centrale del volume è mostrare come, da una parte la prassi e la teologia della missione siano arricchite dall'attenzione alla dimensione morale e, dall'altra parte, come anche la riflessione morale, pensata nella prospettiva della missione, esprima una fecondità particolare. A servizio di questo obiettivo sono posti i diversi momenti che scandiscono il percorso della riflessione e che, di volta in volta, mettono in luce alcuni aspetti particolarmente rilevanti di questo dialogo tra morale e missione. Emergono la densità teologica e pastorale della nozione di esperienza e di conversione, l'attenzione relativamente nuova al tema della "inculturazione della morale" e, soprattutto, la conferma di quanto sia centrale, per questo dialogo interdisciplinare, il mistero di Cristo, mediatore universale e unico di salvezza.
Dalmazio MONGILLO, La dimensione etico-teologica nella Summa Theologiae di Tommaso d'Aquino. Ispirazione, fondazione, articolazione, a cura di G. Bigotti, B. Prella, R. Rizzello, Roma, Angelicum University Press, 2006, 212 pp.
Il volume è una raccolta di testi del grande moralista domenicano Dalmazio Mongillo, scomparso nel 2005, apparsi in pubblicazioni diverse e non sempre facilmente reperibili. Il filo conduttore dell'impaginazione dei curatori di questa selezione di dodici contributi è la Summa tommasiana, oggetto di penetranti e innovative investigazioni nella pluridecennale attività di ricerca di Mongillo, a partire dall'intuizione della fondamentale ispirazione etico-teologica che anima il capolavoro dell'Aquinate, espressa non solo nella Seconda Pars, ma che trova una ripresa cristologica nella Tertia Pars. La ricerca di Mongillo, tuttavia, pur sorretta da una rigorosa lezione filologica ed ermeneutica, si apre ai problemi attuali della contestualità teologica a dimostrazione della creatività del pensiero del Maestro domenicano. Si comprende così la scansione che sorregge il volume a partire da uno studio sul principio ispiratore ed architettonico della Summa Theologiae, identificato in chiave storico-salvifica. I primi studi, dedicati alla fondazione biblica, esplorano quanto resta implicito nel discorso formalmente teologico di Tommaso, aprendosi alla considerazione delle sue opere più direttamente connesse con l'interpretazione scritturistica. Nella sezione "Articolazione" sono riproposti saggi di Mongillo disposti secondo l'indice tematico della Prima Secundae (la fondazione dell'agire, la virtù, le beatitudini, il peccato, la normatività della lex nova). Completa l'antologia il celebre studio, apparso originariamente in Fede cristiana e agire morale (Assisi, Cittadella, 1980, pp. 62-85), dedicato alla teonomia dell'etica tommasiana, intesa come "autonomia dell'uomo in Dio", con il quale l'illustre professore domenicano si inseriva con autorevolezza nella vexata quaestio dell'etica autonoma in contesto cristiano che ha dominato la scena della morale cattolica nei primi decenni postconciliari.
Salvino LEONE, Silenzi di luce. Racconti, Caltanissetta-Roma, Salvatore Sciascia, 2006, 144 pp.
Il filone narrativo in etica è indubbiamente promettente e, in grande parte, inesplorato. La pregnanza dell'humanum spesso è compressa dalla precisione della ragione normativa con la quale si vuole (di necessità) leggere e valutare i fenomeni antropologici. Le esperienze umane, tuttavia, sono portatrici di un senso che può illuminare la qualità del vivere e del morire. Il volume propone otto racconti che elaborano altrettante vicende di personaggi della storia, dell'arte, della letteratura e della scienza medica. Attraverso queste vicende si lascia intuire, e insieme si custodisce da una impropria operazione di evasiva chiacchiera, il "mistero dell'oltre" che si palesa nel confronto con il limite e la morte.
Neuroscienze e comportamento umano, a cura di Luigi RENNA, Roma-Monopoli, Viverein, 2006 (Istituto Teologico Pugliese, Quaderni della Rivista di scienze religiose, 10), 164 pp.
Il volume raccoglie gli atti del convegno "Neuroscienze e comportamento umano" tenuto a Molfetta nel dicembre 2005 e organizzato dal Dipartimento di teologia pratica della Facoltà Teologica di Puglia. Si propone una prima investigazione sul complesso e non ancora definito rapporto tra l'etica e le neuroscienze cognitive. Lo sviluppo delle neuroscienze, possibile attraverso le promettenti scoperte della biologia molecolare che hanno identificato i principali meccanismi delle funzioni cerebrali, ha portato allo studio, secondo i modelli della ricerca empirica, dell'attività mentale, intercettando in essa elementi distintivi della specificità umana. Non mancano letture ideologiche tendenti alla comprensione unilaterale del rapporto corpo-mente che rischiano di limitare un accesso più ampio alla complessità e ricchezza dell'uomo e alla qualità del suo libero volere. Il volume, pensato in chiave interdisciplinare, si propone di far luce su questi aspetti la cui importanza andrà crescendo nei prossimi anni. E. Gius sviluppa "L'approccio scientifico al tema della coscienza", rileggendo i principali filoni delle neuroscienze; A. Vaccaro offre un quadro interpretativo delle correnti filosofiche ispirate ai modelli scientifici di lettura della mente ("Coscienza, neuroscienze e filosofia della mente"). L'ambito del religioso a confronto con la sua spiegazione nello sfondo neuroscientifico, è investigato da A.N. Terrin ("L'Homo religiosus a partire dal cognitivismo e dalle neuroscienze"). Di taglio teologico-morale è il contributo di C. Zuccaro su "Neuroscienze, atto umano, coscienza morale". In esso si rilegge, offrendo puntuali elementi critici, la questione della libertà della coscienza, dell'agire umano e della decisione morale a fronte dei possibili riduzionismi in chiave deterministica operabili all'interno delle neuroscienze e della filosofia della mente. L'analisi di S. Cipressa è dedicata al problema "Coscienza e identità sessuale" e si offre alla considerazione dei cultori di etica teologica in quanto intercetta problemi vivamente dibattuti all'interno della cultura contemporanea, quali, a titolo esemplificativo, l'intricata questione della transessualità e dell'omosessualità nelle sue basi genetiche e neuronali. Completa il volume un bilancio conclusivo a cura di A. Panzetta. Il presente lavoro è anche la base per una più ampia ricerca promossa dal Dipartimento di Teologia pratica della Facoltà Teologica Pugliese, tuttora in corso, con seminari di approfondimento organizzati anche per il presente 2007 dei quali notizia puntuale è rintracciabile in www.atism.it.
La morale riflessa sul monitor. Internet ed etica, a cura di R. ALTOBELLI, S. LEONE, Roma, Città Nuova, 2006 (Itinerari etici, 3).
Il volume, che si avvale dei contributi dei soci ATISM Giacomo Coccolini, Romano Altobelli, Franco Gismano, Teodora Rossi, Paolo Carlotti, Andrea Mariani, Terence Kennedy, Pier Davide Guenzi, James Schianchi, unitamente ad altri commissionati o prodotti da Xavier Debanne, Dario Grohmann, Maria Margherita Rossi, vuole approcciare il fenomeno Internet sia in vista di una sua conoscenza più approfondita, che delle sue implicazioni antropologiche, sociali, etiche e giuridiche. Ciascun autore, a partire dalla propria competenza o sensibilità culturale, suggerisce un accostamento alle nuove tecnologie dell'informazione on-line che superi la tendenziale valutazione della loro neutralità e riducibilità ad un semplice incremento di tecnologia, ma, piuttosto che voglia indagare, senza letture inutilmente pregiudicate, su ambiti problematici emergenti.
Il volume ha una sua indubbia originalità all'interno degli studi italiani di etica applicata sulla questione, accostando al criterio della divulgazione una adeguata veste scientifica che lo rende apprezzabile anche in vista dell'insegnamento dell'etica della comunicazione.
M. CHIODI, Etica della vita. Le sfide della pratica e le questioni teoriche, Milano, Glossa, 2006 (Lectio, 6).
Il volume di Maurizio Chiodi, socio ATISM e docente presso la Facoltà teologica dell'Italia Settentrionale di Milano, certamente meritevole di più ampia recensione, eccedente la finalità di queste pagine, rappresenta una sintesi, nella forma del manuale, del percorso di ricerca dell'Autore attestato dalle sue numerose pubblicazioni scientifiche in ambito bioetico. La prospettiva di fondo che attraversa le dense pagine di Chiodi è di dare risalto teorico, istruendole in chiave critica e alla luce di un'etica del senso, alle questioni sollevate dall'evoluzione tecnologica in ambito bio-medico e nella pratica clinica. Tale elaborazione teorica degli argomenti e della materia accompagna la trattazione delle principali problematiche bioetiche, raggruppate in quattro dimensioni che strutturano le parti del libro: tecnica, ambiente, biomedicina (sperimentazione, ingegneria genetica); nascere (aborto provocato); morire (eutanasia, accanimento terapeutico, suicidio, violenza e difesa individuale); patire (malattia e sofferenza, trapianti di organi). Muove l'analisi dell'Autore la convinzione, espressa nella presentazione del volume, per cui "il grave rischio della cultura occidentale, tanto preoccupata dei "mezzi" per vivere, è di dimenticare le ragioni simboliche che rivelano il senso e la promessa inscritta nelle relazioni umane". A partire da ciò appare decisivo compito del pensiero critico "di restituire parola a ciò che da sempre la coscienza vive, sottraendo il senso della vita a quella clandestinità alla quale rischia di essere relegato" o occultato nell'intrico sempre più fitto degli interventi tecnologici sulla vita umana. Si segnala, inoltre, l'ampia introduzione che, in chiave epistemologica, affronta la questione della peculiarità del sapere bioetico, offrendone anche una interessante lettura teologica.
Ciascun argomento affrontato tiene conto dell'evoluzione della prassi, operando una ripresa riflessiva, in vista del discernimento etico condotto attraverso una puntuale revisione del discorso formalmente teologico e biblico sulla materia. Completa il volume una preziosa bibliografia tematica utile in vista dell'ampliamento della ricerca.
Le dichiarazioni anticipate di trattamento. Un testamento per la vita, a cura di F. Turoldo, Padova, Fondazione Lanza - Gregoriana Libreria Editrice, 2006 (Progetti, 13).
Il volume, in collaborazione, sviluppa sotto il profilo etico-filosofico, psicologico, medico e legale la questione dibattuta del significato e del valore proprio delle indicazioni anticipate di trattamento, in una prospettiva non solo interdisciplinare, ma anche di confronto tra impianti teorici differenti (D. Neri, C. Vigna, F. Turoldo, R. Proietti, P. Benciolini, E. Capovilla). Si tratta di una buona messa a punto della questione, ricca di spunti argomentativi per ampliare e arricchire il dibattito, al di là del fronte puramente attestato sulla semplice registrazione del pluralismo irriducibile delle opinioni. A cura del socio Renzo Pegoraro, in collaborazione con Fabrizio Turoldo, sono le conclusioni del volume che mostrano come la vexata quaestio sui "testamenti di vita" possa rappresentare un'occasione per riproporre nel nostro contesto culturale il senso dell'evento antropologico del morire. Il volume si segnala inoltre per l'ampia Appendice che raccoglie, mettendoli facilmente a disposizione del lettore, il Documento del Comitato nazionale per la bioetica del 2003 e i vari progetti di legge presentati sulla materia.
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D. PISANA, Va' e anche tu fa' lo stesso. Il discepolo di Gesù nel mondo di oggi, Roma, Edizioni Rinnovamento nello Spirito Santo, 2005.
L'autore, socio ATISM della Sezione siciliana, seguendo la linea sapienziale, sviluppa alcuni temi centrali dell'etica biblico-evangelica, con puntuali commenti alle beatitudini, al comandamento dell'amore, all'impegno cristiano, all'etica del perdono, al rapporto con le ricchezze e alle relazioni con le strutture del potere politico. La tentazione di una lettura in chiave di puro spiritualismo dei testi evangelici viene superata con un richiamo ad una spiritualità capace di azione. Completano ogni capitolo alcune composizioni poetiche che riprendono i temi affrontati.
D. PISANA, Aspettando la politica. Intervista di Luisa Montù, Ragusa, Adierre, 2005.
Il volume si compone di una lunga intervista a Domenico Pisana da parte della giornalista Luisa Montù. Nel corso del colloquio vengono toccati alcuni aspetti sulla politica locale di Modica (RG), ma con osservazioni di più ampio respiro sull'ispirazione cristiana nell'esercizio della politica, proposte soprattutto nella seconda parte: il sistema maggioritario, la riforma della Costituzione, il partito unico, la questione europea, la scuola, la vita e la famiglia, l'idea di etica politica.
G. COCCOLINI, Credenti nel mondo, Molfetta, La meridiana, 2005 (Paginealtre).
Il piccolo volume è una preziosa introduzione all'idea di responsabilità e alla sua declinazione in ambito ecologico e politico. La riflessione è scandita in quattro capitoli, il primo dei quali dedicato al chiarimento teorico del concetto di responsabilità e di alcuni modelli etici in cui esso riveste un ruolo assiale. I capitoli centrali esaminano gli ambiti e gli scenari in cui dare forma alla responsabilità: l'ambiente e le relazioni sociali mediate dal sistema politico. Completa il testo un capitolo dedicato ai fenomeni della globalizzazione e della mondializzazione come scenari attuali per l'esercizio della responsabilità. Il lavoro si presenta alla lettura stimolante anche per il puntuale rimando a testi capitali del pensiero contemporaneo puntualmente recensiti da Coccolini.
C. LAURIA, L'attività terapeutica della Chiesa. Analisi e approfondimento partendo dall'Istruzione Ardens felicitatis, Acireale, Istituto Siciliano di Bioetica, 2006 (Conchiglie, 13), 128 pp.
Nel 2000 la Congregazione per la Dottrina della Fede promulgava l'Istruzione Ardens felicitatis, sulla "preghiera per ottenere la guarigione". Il lavoro di Costantino Lauria, giovane socio della Sezione siciliana dell'ATISM, si prefigge di analizzare alla luce del testo vaticano il delicato problema etico e spirituale dell'attività "terapeutica" della pastorale ecclesiale. In tre capitoli si raccolgono, ampliano e problematizzano le indicazioni dell'Istruzione vaticana, accostando in successione l'attività terapeutica negli scritti neo-testamentari, nella prassi ecclesiale e a partire dal contesto contemporaneo, mettendo a tema la complessa figura di "guarigione" sottesa alla prassi pastorale e prestando anche attenzione al recente fenomeno connesso ai movimenti spirituali impegnati nella cosiddetta "preghiera di guarigione". Nel presentare il prezioso contributo di Lauria, così si esprime Salvino Leone: "in un settore che spesso indulge al magico o una certa stampa, diciamolo pure, un po' devozionalistica il rigore scientifico-teologico con cui viene affrontato il tema, sempre suffragato da una puntuale e precisa bibliografia, è garanzia di serietà e approfondita conoscenza del problema".
G. ZEPPEGNO, Bioetica. Ragione e fede. Di fronte all'antropologia debole di H.T. Engelhardt Jr., Cantalupa (Torino), Effatà Editrice, 2007 (Studia Taurinensia, 24), 160 pp.
Il libro di Giuseppe Zeppegno, frutto del suo dottorato presso l'Accademia Alfonsiana di Roma, studia in modo ampio la proposta bioetica di H.T. Hengelhardt, ben nota tra i cultori della disciplina per la sua accentuazione "contrattualista". Il taglio di analisi, più che una pura riespressione dei contenuti offerti dal bioeticista americano, intende far emergere un tratto sottostante che accomuna l'Autore al pensiero post-moderno, configurabile come espressione di un'antropologia "debole" che ha accantonato la tradizionale comprensione sostanzialista della persona umana. Come noto, Hengelhardt appartiene alla nutrita schiera di pensatori che, a partire da una concezione sociologica della persona, giungono alla relativizzazione delle norme morali. Il bioeticista americano, particolarmente nell'ultima evoluzione del suo pensiero, non disdegna la dimensione della fede, ma nega l'opportunità di avvalersi nel dibattito pubblica di premesse "teologiche" da considerare rilevanti nella soluzione delle problematiche bioetiche. La disamina critica della riflessione di Hengelardt sviluppata nei primi tre capitoli, consente a Zeppegno in quello conclusivo di rilanciare la questione nodale del rapporto fede e ragione come rilevante per lo sviluppo della bioetica contemporanea e, in senso più ampio, per tutte quelle questioni che chiamano in causa la considerazione integrale della persona umana.
G. CHIMIRRI, Critica psicologica e morale della pornografia in sintesi, Pavia, Bonomi, 2006 (Biblioteca di filosofia e scienze umane, 10), 80 pp.
L'agile volume di Giovanni Chimirri ci introduce nella conoscenza e nelle problematiche psicologiche e morali connesse alla diffusione di variegate espressioni pornografiche, con una specifica attenzione anche alla riflessione formalmente teologico-morale. I dieci capitoli di cui si compone il saggio, corredati da opportune note bibliografiche, spaziano dalla cosificazione e mercificazione del corpo e della sue esposizione nei prodotti commerciali della pornografia ad opportune considerazioni che inquadrano il problema all'interno di una solida concezione antropologica che impone una conseguente rivisitazione della virtù del pudore, cui l'Autore ha dedicato negli scorsi anni saggi più ampi. Argomentata e netta è la valutazione di immoralità connesse alle forme non solo esplicite, ma anche criptate della letteratura pornografica.
G. CHIMIRRI, Trattato filosofico sulla libertà. Etica della persona e teoria dell'agire, Milano, Mimesis, 2007, 416 pp.
Le opere maggiori di Giovanni Chimirri sono particolarmente attente alla ricostruzione dei nessi concettuali soggiacenti agli argomenti trattati. Così è di questo ampio volume concepito come un originale trattato sul fondamentale tema filosofico della libertà. La formalità discorsiva resta all'interno del sapere filosofico, ma anche è attenta al risvolto teologico delle problematiche, nonché agli sviluppi in chiave psicologica e giuridica della figura antropologica della libertà. È ardua una presentazione dei molti concetti raggruppati attorno ai sette capitoli di cui si compone il poderoso saggio. Alla rigorizzazione dell'idea di libertà fa riscontro il vuoto fondazionale delle teorie nichiliste e la critica ad una concezione che annulla la libertà umana nell'inviluppo dei suoi determinismi socio-culturali e psicologici. Il discorso, a partire dal quarto capitolo, si impegna a cogliere il nesso tra persona e agire morale a partire da una comprensione della libertà come "essenza della coscienza spirituale" e come "autodeterminazione razionale del volere" e in cui si intercettano le classiche questioni dell'arbitrio e del valore, del rapporto fra intenzione e azione. L'intero svolgimento degli argomenti è nel solco del connubio verità-libertà, sia in riferimento alla persona concreta come all'Assoluto inteso quale orizzonte fondante l'umana esistenza.
Hospital based bioethics. A Europian Perspective, edited by R. PEGORARO, G. PUTOTO, E. WRAY, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, 180 pp.
Il volume, che ha tra i curatori anche il socio ATISM Renzo Pegoraro, direttore della Fondazione Lanza di Padova, è concepito all'interno dello European Hospital(-based) Bioethics Program (EHBP) che unisce bioeticisti di differenti nazioni europee con lo scopo di una maggiore attenzione allo sviluppo dell'educazione bioetica nella prassi ospedaliera attraverso specifici corsi di formazione e in vista di una rete di collegamenti tra varie esperienze europee, contribuendo a creare un comune linguaggio e metodologia operativa. In ciascuno dei nove capitoli (assegnati a differenti autori) del saggio, l'esposizione concettuale dei singoli argomenti è preceduta dalla formulazione di chiari obiettivi tematici, "concetti chiave" ed introdotta da "casi di studio". Completa ciascuna sezione la proposta di piste di riflessione e suggerimenti di letture (anche attraverso i siti Internet) di approfondimento. Tra i contenuti proposti: i differenti approcci normativi connessi alla pratica medica, i principi della bioetica ospedaliera (clinica), la questione della distribuzione delle risorse secondo giustizia, la relazione medico-paziente, l'etica clinica di inizio vita e di fine vita, i comitati etici e la ricerca biomedica, l'etica clinica in ambito psichiatrico.
Dalla parte della vita. Itinerari di bioetica I, a cura di E. LARGHERO, G. ZEPPEGNO, Cantalupa (Torino), Effatà Editrice, 2007 (Studia Taurinensia - Michele Pellegrino, 2), 592 pp.
Il volume, prefato da Elio Sgreccia e curato dai soci ATISM Enrico Larghero e Giuseppe Zeppegno, raccoglie i contributi presentati al primo anno del Master Universitario in Bioetica, avviato dalla Sezione di Torino della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, di cui i curatori sono responsabili scientifici. Si avvale di 19 autori che coprono i 26 capitoli di cui si compone la miscellanea. Tra di essi anche i soci: Carla Corbella, Pier Davide Guenzi, Mariella Lombardi Ricci, Paolo Merlo, oltre ai già ricordati Larghero e Zeppegno. Lo svolgimento dei contributi segue l'impostazione dei moduli offerti in sede didattica. Otto contributi sono dedicati alle questioni fondative ed epistemologiche della bioetica; dieci capitoli coprono i principali argomenti connessi alla vita nascente, mentre i restanti sono dedicati alla bioetica dell'anziano e delle fasi terminali dell'esistenza. Di rilievo nell'impostazione del manuale è la stesura "a quattro mani" di alcuni capitoli in cui la problematica è affrontata sia sul versante della conoscenza scientifica che degli aspetti etici connessi. Rende ancora pregevole il volume la relativa attenzione a questioni meno trattate o, nell'impostazione scelta, per le quali sono dedicate distinte e specifiche riflessioni. Il volume si propone come un utile testo di riferimento, anche per lo studio istituzionale della bioetica, pur presentando, come tutte le opere collettanee, accentuazioni differenti connesse alla sensibilità dei singoli autori. L'opera sarà seguita da un secondo volume in cui saranno affrontati gli argomenti del secondo anno del Master, attenti sia a singole questioni casistiche, come alle problematiche sociali connesse all'etica medica.
S. CIPRESSA, Il Padre nostro preghiera da vivere, EDB, Bologna 2007, pp. 175.
Il Padre nostro, presente nel vangelo di Matteo (6, 9-13) e di Luca (11, 2-4), è tra i testi evangelici più conosciuti e studiati, ma anche tra i più esigenti. Nel corso della storia c'è stato un continuo ed instancabile tentativo di portare alla luce tutta la ricchezza del contenuto teologico e spirituale di questa preghiera che Gesù ha insegnato ai suoi discepoli. Ma, nonostante tutti gli sforzi, non si è riusciti a far emergere tutte le implicazioni etiche e spirituali contenute nelle singole petizioni. Questa preghiera contiene una ricchezza inesauribile di significati umani e spirituali che danno senso all'esistenza umana. Insegna non solo chi dobbiamo pregare, ma anche come dobbiamo essere e come dobbiamo vivere.
Gesù non ha insegnato formule, ma come rapportarsi a Dio e al prossimo. Da questi rapporti nasce la preghiera del Padre nostro, modello concreto e universale di preghiera nel quale è racchiuso il contenuto antropologico e teologico di ogni autentica preghiera cristiana. Infatti tutto ciò che si può e si deve dire al Padre è raccolto nelle petizioni di questa preghiera, che racchiude le istanze fondamentali di Dio e dell'uomo, quelle istanze veramente basilari da cui dipendono il riconoscimento di Dio e la perfezione dell'uomo.
Lo studio vuole essere un tentativo di integrare temi biblici nell'ambito della teologia morale. Nella prima parte del volume l'approccio è biblico-teologico; nella seconda, la riflessione assume un carattere evocativo, invitando il lettore a riconoscere e applicare le implicazioni etiche contenute nella preghiera.
S. LEONE, Nuovo manuale di bioetica, Città Nuova, Roma 2007, pp. 386
Un manuale nato "dall'esigenza di un'esposizione della bioetica in una trattazione sistematica di facile accessibilità, pur nel rigore scientifico ed etico" e da una lunga esperienza e frequentazione dei temi oggetto di studio. Su queste premesse Salvino Leone ha ripreso in una nuova edizione, ulteriormente arricchita, l'opera da lui precedentemente pubblicata a cura dell'Istituto Siciliano di Bioetica. È ancora lo stesso Autore a riconoscere nelle sue pagine il filo rosso dell'"opzione personalista assolutamente condivisibile da chiunque creda nel valore-guida della persona e pienamente in armonia con le prospettive della fede cristiana" (p. 7). La scansione delle sezioni e dei capitoli ricopre in modo integrale i temi progressivamente entrati nel capitolo della bioetica, già a cominciare dalla problematiche epistemologiche e fondative, oggetto della prima parte del volume. Ad essa seguono le sezioni dedicate alla bioetica di inizio vita e di fine vita. La quarta sezione affronta la bioetica clinica, con precise riflessioni sull'idea di salute e malattia, della comunicazione al paziente e la questione del consenso informato. Il risvolto sociale è oggetto della quinta sezione che presenta preziose indicazioni in merito all'applicazione del criterio della giustizia in ambito sanitario, argomento di solito non evidenziato nei trattati teologici della materia. Completa il volume una riflessione sulla bioetica ambientale con le sue applicazioni agli organismi vegetali e animali. La scrittura del volume alterna l'informazione in merito agli aspetti scientifici, esposti con chiarezza e competenza, alla valutazione etica, sempre attenta a connettere i singoli problemi alle dimensioni fondamentali della riflessione morale.
Il taglio didattico si lascia apprezzare non solo nella conduzione degli argomenti, ma anche nelle note bibliografiche poste al termine di ogni capitolo, nell'indicazione di argomenti per approfondimenti e composizione di elaborati e ricerche, e nella proposta di casi-studio da valutare secondo la metodologia del problem solving. Ugualmente preziosa è la selezione di documenti significativi e, soprattutto, la presentazione di un brani letterari, in chiusura di ogni capitolo, per fornire, accanto alla chiave espositiva, anche quella della "bioetica narrativa", destinata a promettenti evoluzioni nel prossimo futuro. Una prospettiva nella quale lo stesso Leone non ha mancato di offrire importanti contributi, da affiancare, per lo scenario italiano, a quelli di Paolo Cattorini (cfr. di quest'ultimo Bioetica e cinema. Racconti di malattia e dilemmi morali, Franco Angeli, Milano 20062; Un buon racconto. Etica, teologia, narrazione, EDB, Bologna 2007).
S. LEONE, Nati per soffrire? Per un'etica del dolore, Roma, Città Nuova, 2007, pp. 126.
Il libro di Salvino Leone, medico e moralista, delegato ATISM per la Sicilia e presidente dell'Istituto di Studi bioetici "Salvatore Privitera", è pubblicato nell'ambito della collana Itinerari etici che continua così il suo fortunato cammino, riscuotendo per i temi affrontati e l'agilità della trattazione, ampio successo.
Indubbiamente testi sul dolore, la sofferenza, il significato da attribuirle nonché le implicanze etiche che comporta sono ormai ampiamente presenti sul mercato. L'originalità di questo sta, però, nella globale impostazione tendente a superare quel "dolorismo", pesante eredità di una mal compresa visione cristiana dalla quale facciamo fatica a liberarci. Tutta la trattazione del tema nelle sue articolazioni: biblico-teologica, storico-ecclesiale, etico-pastorale ma anche medica, è incentrata proprio su questo leit-motiv. Per riproporre una teologia della sofferenza e un'etica della lotta al dolore occorre ripartire da questa precomprensione di fondo. Se non si acquisisce una volta per tutte che il dolore non è un valore in sé, che il cristianesimo non invita alla sofferenza, che la volontà di Dio non si chiama in causa solo di fronte ai lutti, che la rassegnazione non è un concetto cristiano ma fatalista, ecc. non si potranno affrontare in modo consono alla sensibilità contemporanea le tante problematiche etiche su cui i mass media quotidianamente ci interpellano e che suscitano spesso reazioni scomposte ed emotive.
L'urgenza di tale riproposta è fondamentale anche per i suoi risvolti pastorali nell'ambito, soprattutto, della pastorale sanitaria, a volte ancora troppo sacramentalista e in ogni caso incentrata su approcci consolatori e teologicamente carenti.
G. CAMPANINI, La Dottrina sociale della Chiesa: le acquisizioni e le nuove sfide, Bologna, EDB, 2007, pp. 128.
L'Autore, a cui si devono numerose e apprezzate pubblicazioni nell'ambito dell'etica sociale di ispirazione cattolica, con questo nuovo volume, frutto della rielaborazione e della raccolta di saggi dispersi in varie riviste e miscellanee, intende operare un bilancio della Dottrina sociale della Chiesa e, in particolare, "porre in evidenza alcune essenziali questioni di metodo, legate al contesto storico della formazione graduale nel tempo del corpus del magistero sociale della Chiesa e al rapporto fra Dottrina sociale e scienze umane, rapporto che rischia di essere lasciato in ombra da un approccio eccessivamente "autoreferenziale", come quello che caratterizza talune recenti ricerche in questo campo" (p. 6). Ciò tuttavia senza lasciare in ombra l'intenzionalità teologica che anima il magistero pastorale ecclesiale in ambito sociale. La stretta continuità di lettura tra le affermazioni magisteriali, l'evoluzione storica e delle discipline socio-economiche innerva l'intera pubblicazione strutturata in sei capitoli. Non sono assenti, soprattutto nella chiusa del volume, importanti notazioni in chiave attualizzante e di apertura al futuro. L'opzione perseguita nella lucida scrittura si propone come invito alla ricerca teologica per un maggiore rigore di analisi e profondità storica nella lettura dei fatti sociali e della loro valutazione etica.
G. CAMPANINI, Antonio Rosmini fra politica ed ecclesiologia, Bologna, EDB, 2006, pp. 144.
Con la recente beatificazione di Antonio Rosmini (Novara, 18 novembre 2007) si sono aperte nuove e promettenti prospettive di ricerca all'interno di un pensiero "enciclopedico" riversato in una cospicua mole di testi filosofici e teologici. L'opera di Campanini, che organizza in un percorso coerente recenti contributi precedentemente editi, ha il pregio di unire la competenza nella disamina della dottrina politica del Roveretano, già oggetto di fondamentali saggi scientifici da parte dell'Autore, alla chiave di lettura ecclesiologica. Il riferimento corre d'obbligo alla rosminiana Filosofia del diritto, in cui lo studio della "società teocratica" (chiesa) è svolto in continuità con la riflessione sulla famiglia, la società civile e quella politica, ma anche alle celebri Cinque piaghe della santa Chiesa, in cui Rosmini si fa paladino della piena libertà della chiesa e dello stato per il conseguimento dei rispettivi fini. I saggi di Campanini hanno il pregio della chiarezza, rendendo piena luce ad un pensiero che, anche per il particolare uso del linguaggio, appare indubbiamente complesso. Per quanti conoscono il contributo politico e sociale di Rosmini il volume si rivela come una piacevole conferma, soprattutto per lo sforzo di attualizzazione delle principali tesi sostenute nelle opere dell'abate filosofo. Per quanti con queste pagine si vorranno introdurre con un primo approccio ad alcuni temi rosminiani, certamente un invito a proseguire una ricerca assai stimolante.
S. MORANDINI, Teologia e fisica, Brescia, Morcelliana, 2007 (Novecento Teologico, 20), pp. 240.
L'Autore, docente all'Istituto di Studi Ecumenici "San Bernardino" di Venezia, rende ragione, con particolare intelligenza e conoscenza della letteratura specifica di settore (pregevole a questo riguardo la ricca bibliografia segnalata), dell'ampia attenzione attuale sui rapporti tra scienza e religione, soprattutto di fisica e teologia. La pura divaricazione in chiave autonomistica dei due saperi, principalmente per rivendicazione da parte delle scienze empiriche, domanda di essere ripresa per mostrare forme e possibilità di approccio tra saperi della natura e saperi del senso. Non mancano letture che denotano ancora una certa "sufficienza" di approccio, cui si contrappone nel volume di Morandini un percorso avvincente in cui trova spazio, dopo una riflessione sul "caso" Galileo e su Newton, accanto ad una documentata rassegna dell'evoluzione delle scienze fisiche e cosmologiche nel '900, l'accostamento a pensatori impegnati a riformulare nella formalità teologica aspetti emergenti dallo sviluppo delle conoscenze scientifiche, tra cui W. Pannenberg, F.J. Tipler, A. Peacocke, J. Polkinghorne. Si esplora, così, "la possibilità di raccordare esplicitamente il senso affermato dalla fede con le prospettive di una scienza che, più comprende il cosmo, più lo scopre complesso" (p. 11). L'ambito teologico esplorato, per esigenze di composizione del saggio, come riconosce lo stesso Morandini, lascia sullo sfondo le questioni etiche, sulle quali certamente egli saprà ulteriormente impegnarsi con ulteriori ricerche.
G. COCCOLINI, Johann Baptist Metz, Brescia, Morcelliana, 2007 (Novecento Teologico, 21), pp. 222.
L'attualità della quarantennale ricerca di Metz, dopo le opere di esordio che hanno inaugurato una particolare declinazione in ambito cattolico della "teologia politica" in risposta anche alle tesi politologiche di Carl Schmitt, è rilevabile dalle premesse che hanno accompagnato costantemente il lavoro culturale del teologo tedesco: il superamento della riduzione individuale e privatistica della religione, il rapporto tra illuminismo e fede, il futuro del cristianesimo, la funzione testimoniale e anticipatrice della chiesa di relazioni personali e sociali restituite ad un più vivo senso di umanità e di partecipazione al destino delle vittime dei processi storici drammatici che hanno segnato il XX secolo. Come giustamente riconosce Coccolini, Metz "ha avuto il merito di sollevare [tali problematiche] in vista di una maturazione della coscienza teologica, la quale intenda farsi carico delle sfide del presente e, a partire da esse, elaborare con consapevolezza e discernimento la responsabilità della fede" (p. 7). Fedele al compito di ricostruire integralmente il percorso teologico di Metz, con una spiccata accentuazione per i capitoli più stimolanti e meritevoli di approfondimento da parte della teologia odierna, l'Autore sviluppa il saggio in quattro capitoli, puntualizzando l'accezione di teologia politica e precisandone la sua natura di "teologia fondamentale pratica", riconoscendone all'interno la centralità della memoria passionis quale sua categoria basilare. Completa il volume un recente testo di Metz e un'accurata bibliografia internazionale delle fonti del suo pensiero e degli studi ad esso dedicati.
La globalizzazione della bioetica. Un commento alla Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti Umani dell'UNESCO, a cura di F. Turoldo, Padova, Fondazione Lanza - Gregoriana Libreria Editrice, 2007, pp. 304.
La Fondazione Lanza di Padova, diretta dal nostro socio Renzo Pegoraro, con questo nuovo volume a più voci, continua il suo serio impegno di ricerca nell'ambito della bioetica e delle dinamiche socio-culturali soggiacenti. La Dichiarazione dell'UNESCO del 19 ottobre 2005 costituisce un punto fermo a livello universale per "fornire un quadro universale di principi e procedure atti a guidare gli Stati nella formulazione delle loro legislazioni, delle loro politiche o di altri strumenti nel campo della bioetica" (art. 2) nonché per la promozione di un'etica della ricerca scientifica ispirata al rispetto della dignità umana e alla protezione delle libertà dei soggetti umani. L'organismo internazionale estensore della Dichiarazione dà ragione di una "globalizzazione" della riflessione bioetica quanto mai urgente in vista di percorsi condivisi e perseguiti dalle comunità dei popoli. Su queste premesse i tredici autori dei saggi di cui si compone il volume offrono criteri di lettura del Documento secondo percorsi interdisciplinari e convergenti. Non manca un'attenzione ai problemi bioetici dei paesi in via di sviluppo con particolare riferimento al continente africano. Come riconosce il curatore dell'opera, Fabrizio Turoldo, coordinatore del progetto "Etica e medicina" della Fondazione Lanza e docente di bioetica all'Università "Ca' Foscari" di Venezia, la Dichiarazione UNESCO del 2005 costituisce il "primo documento approvato da un organismo di livello mondiale, avente il valore di strumento legale,che abbia per oggetto l'intero complesso dei temi e dei problemi di cui si occupa la bioetica" (p. 5). Questo già rappresenta motivo di interesse per il volume in vista del dialogo tra prospettive teoriche differenti nell'ambito dell'etica della vita.
Celibato e sacerdozio, a cura di S. CIPRESSA, Roma, Città Nuova, 2008 (Itinerari etici, 6), pp. 200.
Il volume, inserito nella collana curata dall'ATISM, è una messa a punto su alcune questioni connesse alla comprensione e alle motivazioni del celibato ecclesiastico. In ambito italiano sono state prodotte recenti pubblicazioni sul tema tra le quali ben si inserisce questa miscellanea curata da Salvatore Cipressa. I contributi vengono a coprire un itinerario tematico lineare: il saggio di Nicolangelo D'Acunto, storico medievale, traccia gli ideali e la realtà del celibato ecclesiastico nel costituirsi della questione a partire dalla tarda antichità fino al Medioevo; Salvatore Cipressa riesamina le motivazioni teologiche e pastorali connesse al celibato ecclesiastico, mentre Raimondo Frattallone lo analizza in rapporto al "voto di castità". Segue il contributo di Nicola Cuccia, sacerdote cattolico uxorato di Palermo, che presenta le fonti della tradizione presente in ambito cattolico fino al Codex Canonum ecclesiarum orientalium, offrendo una propria riflessione sulla possibilità di "essere insieme presbiteri e sposi nella Chiesa". La questione è riproposta nel saggio finale di Basilio Petrà, già autore di pregevoli pubblicazioni sul tema, che invita ad una riflessione teologica sul natura del sacerdozio che non marginalizzi il fatto della compresenza all'interno del cattolicesimo delle due opzioni del clero celibatario e di quello uxorato.
G. CHIMIRRI, Libertà dell'ateo e libertà del cristiano. Relazioni e scontri, Verona, Fede & Cultura, 2007, pp. 147.
Abbiamo più volte introdotto le pubblicazioni di Giovanni Chimirri, dedicate a questioni di confine tra filosofia e teologia. È questo il caso del presente volume in cui si affronta il problema della libertà religiosa con un taglio divulgativo, senza per questo rinunciare ad una certa sistematicità. Si espone la tesi della non assolutezza della libertà umana, che invece deve comprendersi come "libertà creata" responsabilmente chiamata a decidersi per il bene e in riferimento all'assoluto divino. Da qui la figura teologica della morale sostenuta dall'Autore nelle ultime parti del volume.
A. FRATI, Pubblicità e valori etici, Palermo, Pubblicazioni dell'Istituto di Studi Bioetica "Salvatore Privitera", 2008 (Collectio Cangiamiliana, 1), pp. 248..
Il volume, che inaugura un'apposita collana di studi scientifici promossa dall'istituto palermitano di studi bioetici intitolato a Salvatore Privitera, presenta la tesi dottorale del giovane socio ATISM Alessandro Frati. La scansione dei capitoli dà ragione della vasta ed interessante ricerca a partire da una precisa e documentata escussione delle forme retoriche, linguistiche e semiotiche impiegate dall'informazione pubblicitaria. Ne considera inoltre le tipologie e i contenuti verbali, musicali e visivi, l'apporto della psicologia alla formazione del messaggio pubblicitario e i suoi generi. A partire dal quarto capitolo, introducendo anche opportune esemplificazioni, Frati sviluppa i principi deontologici e i valori etici di riferimento, con attenzione all'elaborazione del magistero ecclesiale in materia, per offrire infine alcune proposte "per una valutazione cristiana della pubblicità". Presentando il volume Salvino Leone ne mostra l'originalità nel panorama editoriale italiano di taglio etico-teologico. In particolare nota l'indole non moralistica e "retorica" dell'impianto, riconoscendone la compatezza organica che unisce una opportuna analisi del codice proprio del "gioco linguistico" pubblicitario ad una meditata proposta valoriale di ispirazione cristiana.
F. CASAZZA, Sviluppo e libertà in Amartya Sen. Provocazioni per la teologia morale, Roma, Editrice Pontificia Università Gregoriana, 2007 (Tesi Gregoriana. Serie Teologia, 150), pp. 420.
Il volume è la pubblicazione della tesi di dottorato di Fabrizio Casazza, giovane socio ATISM e si accosta alla vasta bibliografia sul premio Nobel 1998 per l'economia i cui testi, frutto di una quasi cinquantennale attività accademica, hanno ormai una buona diffusione nel panorama italiano. Dalla produzione di Sen l'Autore individua aspetti suscettibili di ripresa per una migliore espressione dell'etica economica all'interno della teologia morale cattolica. In particolare i temi dello sviluppo e della libertà sono analizzati come chiavi ermeneutiche del pensiero dell'illustre economista. Lo sviluppo, secondo Sen, non può essere inteso come mero incremento reddituale, ma in una sua accezione integrale deve considerare anche l'accrescimento delle possibilità di scelta di vita di tutti i soggetti umani, garantendo il dispiegamento delle proprie potenzialità. Tale traguardo implica anche un approccio con l'altro che deponga il profilo di conflittualità per assumere quello di fratellanza. Su questo aspetto la morale cattolica è interpellata per la sua frequentazione con il tema della libertà in stretta connessione con l'idea di convivenza e di prossimità, compresa in ambito teologico nella fraternità, fondata sulla comune esperienza dell'Amore accolto e donato. Nello sviluppo dell'ampio saggio, Casazza offre anche una buona messa a punto di alcuni temi classici dell'etica teologica sociale tra cui, in particolare, il rapporto tra persona e società.
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